Allo sbocco della
Valle dei Mulini, Amalfi si affaccia dolcemente sul mare con il caratteristico insieme di
case aggrappate alla roccia, di stradine anguste tra un disegno di archi e di angiporti,
di torri antiche a guardia del paese. Amalfi è una città estremamente pittoresca
caratterizzata da incantevoli vedute panoramiche; incredibili scogliere cascanti a picco
sul mare; un clima mite; deliziose spiaggette; case sbiancate raggruppate insieme,
abbarbicate alle rocciose scarpate; una grotta meravigliosa (grotta dello Smeraldo) ricca
di stalattiti e stalagmiti. Il valore artistico e architettonico dei monumenti,
lindescrivibile bellezza del paesaggio, il folklore delle tradizioni ne hanno fatto
e ne fanno una località incomparabile tanto da far dire a Renato Fucini che "per gli
Amalfitani che andranno in Paradiso sarà un giorno come tutti gli altri".
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Lingresso di Amalfi è guardato dalla bella torre di
SAN FRANCESCO, oggi detta "Saracena" e in alto, lostello ricavato
dallantico convento, fondato da San Francesco nel 1222. Soppresso a seguito delle
leggi eversive, conserva un preziosissimo CHIOSTRO. Annesso al convento è la chiesa
di SAN ANTONIO, a picco sul mare. A navata unica, nella cripta si ammirano
pregevoli affreschi duecenteschi. Suggestiva la processione navale del Santo, il 13
giugno. Sul costone montano, in alto, troneggia lex MONASTERO DELLE
BENEDETTINE, fondato nel X sec, nel 1800 venne adattato a cimitero monumentale,
sua attuale destinazione. Allimbocco del Viale delle Regioni, lo stupendo pannello
ceramico del Cossa, monumento alle gesta amalfitane. Attigua al pannello apre Piazza
Municipio, al centro dellantico rione Campolillo, tra i luoghi meglio conservati
nellantica fisionomia.
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Quivi, nel palazzo in cui aveva sede il cinquecentesco
monastero della SS. Trinità, ha sede il Municipio, lAzienda Autonoma di Soggiorno e
Turismo, le Poste, la Biblioteca Comunale e, il ricco MUSEO CIVICO.
Allinterno, tra l altre cose, i tarì; degli strumenti nautici, tra cui la
bussola; una rara copia delle "Tabule Amalphitane"; una antica copia delle
"Pandette" giustinianee; l antico confalone e i costumi della Repubblica
indossati durante la Regata Storica, gara remiera tra le quattro maggiori Repubbliche
Marinare di un tempo Amalfi, Pisa, Genova, Venezia, che la ospitano alternandosi.
Il cuore della
cittadina, adorna della bella FONTANA DEL POPOLO, copia della più
antica, inghiottita dai marosi, è dominata dallimponente gradinata della
CATTEDRALE DI SANTANDREA. Impiantata nel IX sec, nel corso dei secoli ha
subito numerosi rifacimenti, che ne hanno stravolto loriginaria architettura.
Lultimo significativo rimaneggiamento negli ultimi anni del secolo scorso, epoca in
cui vene rifatto latrio, e lestasiatica facciata, in stile arabo-normanno di
Sicilia.
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A sinistra, non allineato
colledificio, il Campanile, discretamente conservato nellantica struttura.
Penetriamo allinterno attraverso le superbe porte bronzee, fuse a Costantinopoli nel
1066. In stile tardo-barocco, linterno è un trionfo di marmi policromi, argenti,
preziose tele: mirabolante il soffitto a cassettoni, in oro, riccamente affrescato.
Una stretta scala marmorea conduce alla cripta
duecentesca. A due navate, con volte a crociera stupendamente ornate, sullaltare
domina limponente statua bronzea di SantAndrea. Sotto di essa, una preziosa
urna custodisce, le veneratissime ossa del Santo. Dal duomo si accede allantica BASILICA
DEL CROCIFISSO, il primo duomo. Edificata nel IX sec, tra le imponenti colonne,
conserva preziosissimi affreschi trecenteschi. Attualmente sede di conferenze e concerti,
ospita il preziosissimo tesoro della Diocesi Amalfitana.
Attiguo
il CHIOSTRO DEL PARADISO, splendida costruzione arabeggiante, a colonnine
binate che sostengono archi intrecciati. Fatto costruire nel 1266-68,
dallarcivescovo Filippo Augustaccio, quale cimitero per cittadini illustri, venne
abbandonato agli inizi del secolo XVII e restaurato nel 1908. Attualmente, vi sono
raccolti numerosi reperti depoca romana e mediovale.
Discesa la scalinata del duomo, attraversiamo la
piazza e, percorriamo un breve e pittoresco supportico. Sul lato esterno si notano due
grandi arcate ogivali, ci affacciamo, sono i resti degli antichi ARSENALI DELLA
REPUBBLICA. Unico esempio di cantiere navale meridionale, la sua esistenza è
attestata già dal XI sec, tuttavia, le dodici arcate attuali sono solo la parte residua
delle venti-ventidue che aprivano verso il mare. La costruzione affaccia su di una
piazzetta ove avevano sede i fondaci e la Dogana. Su di una parete il superbo pannello
ceramico del Rossi, raffigurante i traffici amalfitani.
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Percorso
il corridoio, sbuchiamo nella suggestiva Piazza dei Dogi, e da
qui, per mezzo di una ripida scalinata, all’antico Rione
Vagliendola. Quivi era la porta occidentale della città, la "Vallenula"(ve
ne erano alte quattro, di cui 2 a Sud, verso il mare), e, c’è
ancora, la chiesa di SAN BIAGIO, antico
possedimento dell’Abbazia di Montecassino. Di impianto alquanto
semplice, all’interno conserva pregevoli dipinti cinquecenteschi
e, una splendida pavimentazione ceramica della fine del ‘700.
Bellissimo, il piccolo campanile bizantino.
Proseguendo dritti, lungo la strada
che costeggia il caseggiato, appare un antico Convento di Cappuccini del
1212 fondato da Pietro Capuano al posto della chiesa di S. Pietro a
Tozcolo, anteriore al secolo X. Affidato ai Cistercensi di Fossanova e più
tardi abbandonato, il convento nel 1583 concesso ai Cappuccini venne
soppresso nel 1815. Parte dell’edificio è andata distrutta dalle frane,
abbastanza conservati tuttavia, il bellissimo chiostro del XIII sec e, la
magnifica loggia fiorita. Da questo punto si gode una panoramica
incantevole, Amalfi somiglia ad un presepe: le candide case inframmezzate
dai limoni e dagli olivi, digradanti verso la strada, che si tuffa nel
mare...dai quali si abbraccia uno splendido panorama su Amalfi e sulla sua
costa.
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Risulta impossibile visitare i
mille bellissimi monumenti ma, certamente, non si può evitare una passeggiata alla
celeberrima VALLE DEI MULINI. Giudicato dai viaggiatori romantici uno dei
più splendidi siti del mondo, lungo la valle del Chiarito, così è detto il torrente che
lattraversa, nascevano una moltitudine di ferriere, cartiere, fabbrichette di
ceramica e mulini. Uno scenario immortalato dai pittori tedeschi, purtroppo in gran parte
perduto, per via della modernità. Una evoluzione, a parer mio discutibile, ma che
lamore di alcuni uomini ha in parte fermato, salvando pezzi, seppur piccoli, di
questo tesoro. Mi riferisco allo stupendo MUSEO DELLA CARTA A MANO DI AMALFI,
sorto nei locali della vecchia cartiera Milano. Scampate allabbandono, si ammirano,
ancora funzionanti, gli antichi congegni per produrre i preziosi fogli, al piano superiore
invece, è in allestimento unintera biblioteca dedicata allantica arte.....;
più a monte invece, troviamo il MUSEO DELLARTE CONTADINA, ove si
ammira una cospicua raccolta di attrezzi agricoli usati in Costiera Amalfitana negli
ultimi quattro secoli.
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Grotta dello Smeraldo
Un "unicum" è la
grotta dello smeraldo annidata nella silente e solenne baia di Conca, in una piega
dell'orlo costiero.E' stata trovata nel 1932 da un pescatore a cui si deve chiaramente
tanto.
E' fantastica dove le stalattiti e
le stalagmiti hanno creato una scenografia da sogno. Inoltre ogni anno a Natale dei sub
rinnovano l'incanto della nascita di Gesù adagiando sul fondale della grotta un presepio
di ceramica bianca. Per convenire su questo, basta entrare nella grotta nel momento in
cui, con il sole alto e il mare calmo, si creano delle incisioni di luce, con riflessi e
barbagli che colorano tutto l'ambiente interno e le conferiscono quel fascino unico. Ma
ciò che più sorprende, è il veder sorgere dal mare numerose e robuste strutture
stalagmitiche.
Escursione Grotta dello Smeraldo
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Amalfi |
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Hotel Dei Cavalieri
Tel. +39.089.831333
Fax +39.089.831354
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Hotel La Ninfa
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Fax +39.089.872373
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Fax +39.089.831354
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